
La ricerca artistica di Giovanni Coscarelli è colorata, ironica, un inno alla bellezza insita in ogni attimo, è l’invito a vivere con passione e allegria il proprio tempo.
A questa visione non manca, ovviamente, anche un’ esortazione alla riflessione sui temi della contemporaneità, sull’importanza e il valore della comunicazione, sul potere e la forza della parola, sulla validità e il merito dell’Arte.
Pur essendo un figurativo, l’artista predilige un’interpretazione dell’immagine fantasiosa, vivace e bizzarra ove i colori,
brillanti, si stendono uniformemente e nettamente divisi o in fondi e composizioni diversi l’uno dall’altro, separati e
ravvicinati in uno stile grafico che ripete alcuni moduli tipici del suo linguaggio: danzanti pois, fuga di righe parallele,
festa di nuvole, gaudi di virgole, tripudi di cuori. Una lettura “patchwork” della rappresentazione pittorica, originale,
giovane e vivace, ove il colore è libero e indipendente dalla forma che lo racchiude.
Tradurre in fiabe visive il proprio mondo e, spesso, anche la realtà che ci circonda, diventa un’indagine accattivante e
complessa, ricca d’immagini seducenti ma che assommano numerosi e atavici significati.
La grafica e il design, discipline che possono essere riconosciute alla base del percorso dell’artista e consapevolmente
adoperate nella concezione e nella costruzione dell’opera,
anche se la stilizzazione appare in Coscarelli, maggiormente ricca di dettagli soprattutto nella trattazione dei fondi che, come nel Cubismo, non conoscono atmosfera e respiro, ma sono trattati con la stessa compattezza, densità e spessore delle figure.
L’artista ci invita a guardare il mondo “A testa in giù” nella letizia di un gioco nel quale, sorridenti e ciondolanti, da un
ramo fiorito, scopriamo un’altra, nuova, meravigliosa prospettiva della vita e dell’arte, popolata di baci, giostre, viaggi e sognatori.
dott.sa Antonella Nigro
critica e studiosa d'arte